Studio Caino
- Liberamente tratto da
Kain di Friedrich Koffka
- Traduzione di
Eloisa Perone
- Di e con
Pierpaolo Congiu, Eloisa Perone, Antonio Villella
- Ambientazioni video
Fabio Melotti
- Musiche originali
Bruno Franceschini
- Scena
Elisabetta Ajani
- Disegno luci
Cristian Perria
- In coproduzione con
Kook Label Berlin
- Con il sostegno di
Sistema Teatro Torino, Il Nostro Pianeta, Città di Piossasco
- Con il patrocinio del
Goethe Institut Torino
- In collaborazione con
Colas s.r.l., Pepe Studio Parrucchieri, Born in berlin clothing



Sinossi
Il vitello ti guarda, quando colpisci? Ha gli occhi aperti quando si colpisce? Sì, penso che debba guardare, che non possa staccare gli occhi da te e ti debba guardare. Tu hai i suoi occhi addosso e lui ti guarda, sempre, e ha occhi stupiti, e quando alzi il braccio per colpire tu… tu li devi guardare gli occhi e tu non puoi, non puoi colpire perché ci sono gli occhi, in mezzo… i tuoi occhi, Abele!
Continua la ricerca sul doppio della compagnia Crab iniziata con Un finale per Sam, in cui scena e realtà, inizio e fine, verità e finzione si mischiano in un ipotetico dialogo contemporaneo dei personaggi di S. Beckett.
Studio-Caino indaga i meccanismi che si celano dietro al desiderio di conoscenza, alla curiosità, alla morbosità di ognuno di noi.
Abbiamo avvicinato la rappresentazione dello scontro tra i due fratelli, un dialogo denso e sconcertante dell’espressionista Koffka, a un linguaggio contemporaneo e superficiale. Dal mito biblico alla materia teatrale e dal teatro alla comunicazione.
Ne emerge una “trasposizione del bene e del male”, che si muove sul confine tra vero e verità, tra falso e verosimile e che segna la distanza che corre tra la violenza e la sua rappresentazione.
In un mondo dove il delitto e il dolore sono mercificati, scopriamo che i confini tra il bene e il male, tra il sacro e la profanazione sono fragili; e la contraddizione dell’essere umano ci appare come in uno specchio, lo stesso in cui Caino vede Abele.


