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Le Notti di Tino

    • Traduzione, drammaturgia e regia di Eloisa Perone

    • con Eloisa Perone Pierpaolo Congiu e Antonio Villella

    • musiche originali di Bruno Franceschini

    • costumi Roberta Vacchetta

    • luci Emanuele Wlly Vallinotti

    • Aiuto regia Alessandro Berruti e Francesca Cassottana

 

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Una produzione Crab
con il sostegno del Sistema Teatro Torino e Provincia

con il patrocinio del Goethe-Institut Torino e della Else-Lasker-Schüler-Gesellschaft und – Stiftung “Verbrannte und verbannte Dichter” – für ein Zentrum der verfolgten Künste und Intellektuellen di Wuppertal

con la collaborazione di RaumlaborBerlin

da Le Notti di Tino di Baghdad di Else Lasker-Schüler

Sono già cinquantadue lune che Tino di Baghdad non vede la terra senza il velo,

ed era stanca degli sguardi ciechi e malediceva i suoi lunghi capelli castani

e tutto ciò che aveva ereditato da Eva.

Scrisse ad Apollides, che era un bel giovane

– sulle piazze della città cantava l’amore…………

 

Torino e Berlino s’incontrano in questa messa in scena di uno dei testi più caleidoscopici della grande poetessa Else Lasker-Schüler. Tedesca di origine ebrea visse nella Berlino del primo Novecento dove fu punto di riferimento delle avanguardie letterarie, pittoriche e musicali. Le sue singolari apparizioni – si aggirava travestita da uomo e in foggia orientale – ne fecero un personaggio costantemente ai margini della società e della vita.

Nell’arte traspose la vita dando espressione al sogno, alla passione, alla morte e, madre di ogni cosa, alla poesia. Al centro del testo Le notti di Tino di Baghdad, un’ardita sperimentazione poetica in prosa che evoca e trasporta in mondi lontani, c’è la sopravvivenza della parola poetica, affidata a una sorprendente sovrabbondanza di immagini, colori, suoni e iperboli teatrali.

La messa in scena unisce i linguaggi della video arte e dell’installazione, della sperimentazione sonora e del teatro per restituire la ricchezza di un urlo di battaglia artistico celato sotto la seta di un abito poetico. Un omaggio alla forza evocativa e alla passione dell’Alda Merini tedesca con mezzi che ancora non aveva e che avrebbe sognato. Come scrisse Else per il suo progetto, mai realizzato, di messa in scena: “Sarà una cosa meravigliosa! Mi sono già fatta tagliare i capelli”.

 

 

Image by ConiglioViola

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