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Cyrano

  • Liberamente tratto da Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand

  • Regia Pierpaolo Congiu

  • Con Pierpaolo Congiu, Francesca Cassottana, Alessandro Berruti

  • Luci Emanuele Vallinotti

  • Musiche Exir Gennari e Enrico Fornatto

  • Costumi Roberta Vacchetta

 

Lo spettacolo ha debuttato al Torino Fringe Festival 2014

con il sostegno di Teatro Abitato e Comune di Avigliana

  

Cyrano è una nuova tappa nel percorso sui classici
della compagnia Crab. Uno spettacolo
d'attore che accosta due giovani e talentuosi attor
i, Francesca Cassottana e Alettore della co

 

 

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Sinossi

Una fedele riduzione in versi della famosa pièce di Edmond Rostand che mette al centro il dramma della disparità tra l’essere e l’apparire e il rapporto con la parola poetica. 

Cyrano ama, non ricambiato, la bella cugina Rossana, a sua volta innamorata del giovane e bel Cristiano che però “non sa parlare d’amore”. Cyrano, per amore di entrambi, presta al giovane penna e capacità oratoria e i tre saranno legati dal segreto delle celate identità fino al dramma finale. 

L’opera classica che attraversa momenti di comicità e di lirismo vuole restituire il testo nella sua autentica e originaria teatralità per far vivere e risuonare i versi di Edmond Rostand.

Cyrano è una nuova tappa nel percorso sui classici della compagnia Crab. Uno spettacolo d'attore che accosta due giovani e talentuosi attori, Francesca Cassottana e Alessandro Berruti a Pierpaolo Congiu, storico attore della compagnia, che dello spettacolo è anche il regista. 

Il testo di Rostand offre la possibilità di esplorare diversi registri, che si muovono dal lirico al comico al melodrammatico. Il tentativo di “Cyrano” è quello di attraversare questa molteplicità in maniera semplice, quasi popolare, senza perdere un rigore estetico e formale.

La parabola di Cyrano ci tocca perché ci ricorda quanto può costare non cedere all'ingiustizia e alle prepotenze, e quanto sia difficile esprimere e capire i nostri sentimenti più profondi. Abbiamo tutti, in qualche momento della nostra vita, indossato la maschera di Cyrano, ne abbiamo sentito il peso, molte volte possiamo aver pensato quanto sia duro vivere con un naso che sempre di un quarto d'ora ci precede.

 

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Rassegna stampa

Pier Franco Brandimarte su teatrinonline.it

Il sogno è credibile, siamo trasportati dallo sferzare della spada, dall’energia dell’interprete che non cade mai nella prosopopea, che mantiene alta la tensione dei suoi versi e modula con grande padronanza della mimica i momenti del dramma. E i due giovani attori che lo spalleggiano sono allo stesso modo perfettamente dentro i loro ruoli.

Nel finale la pedana gira vorticosa sotto i piedi dell’eroe che ancora si ostina e ancora sferza con la lingua e con la spada, sferza la gravità che vuole vincerlo, le brutture del mondo, la morte ormai vicina. Cyrano infine cade, è morto: la sfida è perduta, ma che bellezza. 

 

Maura Sesia - Repubblica

Sintetico, icastico, suggestivo nella sua essenzialità, il Cyrano di Crab Teatro è una pièce fremente di rispetto per l’autore di riferimento, Edmund Rostand, e per il teatro d’altri tempi, quello degli attori che incastonavano storie immense nelle “o” di legno dei palcoscenici elisabettiani.

 

Maria Dolores Pesce su dramma.it 

La drammaturgia seleziona e frantuma il testo ma ne mantiene gli equilibri anche nella buona regia, abile in spazi minimi, di Pierpaolo Congiu che è contemporaneamente un ottimo Cyrano.

 

Giovanni Bertuccio su Whipart.it 

Tutto è lasciato al potere delle parole che, in rima, si fanno suono..Parole che nelle labbra dei bravissimi interpreti, concedono ai loro personaggi quell'ironia e leggerezza che solo apparentemente la storia racconta.. A La Casa del Teatro, i Crab e l'amore puro di Cyrano.

 

Roberto Canavesi su Teatroteatro.it.

Poesia allo stato puro resa in uno spettacolo che ha in Pierpaolo Congiu il pregevole ed ispirato interprete, perfetta sintesi di grottesco e tragico per l’ideale resa di un Cyrano impavido spadaccino quanto tenero amante: insieme a lui dividono i meritati applausi Francesca Cassottana e Alessandro Berruti, giovani ma già depositari di un’evidente personalità scenica con cui ben sopportano l’indiscusso peso dei ruoli interpretati.

 

 

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